Com'è nato il libro
Quando ero bambino, alle scuole elementari, la maestra Nanda mi faceva sempre i complimenti per le storie che inventavo. Diceva che ero molto creativo e chiedeva ai miei genitori dove fossi andato a trovate tutta quella fantasia! Boh, loro non sapevano rispondere, ma io sì. Mi piaceva molto leggere ed ero affascinato dalle parole. E poi avevo dentro di me un’immaginazione fantastica che sapeva trasformare oggetti, figure, persone, animali in storie davvero coinvolgenti. All’esame di quinta elementare scrissi infatti un bellissimo tema, che la maestra ha sempre ricordato con grande soddisfazione.
Più gli anni passavano, più quell’immaginazione mi creava dei problemi. Alle scuole medie si scrivevano soltanto temi argomentativi che mi annoiavano a morte, e quando giunsi alle superiori, arrivò la mazzata definitiva.
Le insegnanti di lettere e di francese proposero alla mia classe un progetto di scrittura creativa basato sugli “Esercizi di stile” di Queneau, in cui un semplicissimo episodio di vita quotidiana, quasi banale, veniva presentato in 99 variazioni sul tema. Io ero alle stelle e mi misi alla prova con un testo in lingua francese (che adoro!). Ero soddisfatto del risultato, ma fui stroncato dalla prof. di francese con un tristissimo “non è farina del tuo sacco”. Qualche anno dopo ripresentai lo stesso identico racconto a un altro insegnante e meritai 9! Mah, come può essere? Probabilmente va a gusti!
La paura di essere giudicato “un copione” mi piombò addosso come un macigno e la scrittura diventò per oltre 10 anni soltanto un hobby saltuario. Fino a quando avverai il mio sogno di diventare insegnante. Ripresi di nuovo a scrivere per i miei alunni e loro diventarono con piacere i miei più severi giudici… sinceri e imparziali!
Cominciai per caso con la partecipazione al concorso “Incipit da favola”, indetto dal Gruppo Editoriale “L’Espresso” e la famosissima “Scuola Holden” di Torino diretta da A. Baricco. Fui selezionato a sorpresa come finalista tra 1000 partecipanti e, grazie al voto via internet di oltre 600 persone, mi aggiudicai il terzo posto! Una grande conquista, grazie all’appoggio dei miei amici, dei miei alunni e dei loro genitori! → clicca qui

E andò così ancpremiazione a Roma in Campidogliohe al concorso nazionale di narrativa “Speciale Infanzia” – Il mondo degli animali, organizzato dall’associazione M.A.R.E.L. e dalla Provincia di Roma nel giugno 2009. Scrissi il racconto breve “Il Tocca-cielo” di circa 2 pagine e mezza, lo inviai senza troppe pretese e, sempre con mia grande sorpresa, fui selezionato come finalista e ricevetti una segnalazione come testo degno di nota. La giuria del Premio mi invitò ad arricchire la storia, trovandola molto interessante e divertente per la realizzazione di un libro per ragazzi. I miei più grandi sostenitori furono di nuovo i miei alunni e i loro genitori, che tramutatisi in scatenati fans, da far invidia a Vasco Rossi, mi convinsero a far del mio “Il Tocca-cielo” un vero e proprio libro.

La storia di quell’abete bianco nacque in effetti nella mia classe, quando un mattino mi soffermai per caso a descrivere ai miei alunni un vecchio abete che se ne sta ancora tutto solo nel cortile della scuola, a un passo dl'abete della scuolaalle nostre finestre. Quell’albero così magico mi colpì al cuore come un fulmine composto dai suoi aghi, me ne innamorai subito e cominciai a fantasticare, a fantasticare, a documentarmi tanto e a scrivere la sua storia. Scoprii in internet che esisteva realmente in Italia a Lavarone, in Trentino, (notizieclicca qui) un abete bianco alto circa 50 metri di oltre 200 anni, e allora pensai che ne valesse davvero la pena parlare di lui!
Iniziai nell’estate del 2009 ad arricchire quel testo, insieme alla cara amica e collega Francesca Scalici che si buttò a capofitto, senza alcuna specifica competenza, nella realizzazione delle illustrazioni. Era la prima esperienza per entrambi e insieme riuscimmo a sostenerci, superando momenti di sconforto e dubbi continui. Ad ottobre il testo era pronto e ci aspettava il passo più importante da compiere: sottoporlo alla valutazione delle case editrici per una proposta editoriale. Spedimmo una ventina di copie del manoscritto e restammo in attesa, una trepida attesa, soprattutto da parte mia, che dubitavo in qualsiasi momento dell’arrivo di una risposta.
Il 30 dicembre ricevetti “in ritardo” uno splendido regalo di Natale: la casa editrice EdiGio'
di Pavia mi inviò una lettera in cui esprimeva parere favorevole alla pubblicazione del libro “Il Tocca-cielo”. Senza chiedere alcun contributo! 

E così iniziò la mia nuova avventura di scrittore in erba! Ora mi aspetta il difficile compito della promozione e della vendita, ma confido nell’aiuto dei miei amici, dei miei alunni e dei loro genitori che credono in me!

Il resto lo scoprirete leggendo il libro, speriamo che vi piaccia!

Ringrazio l'editore Elena Rossetti che ha trasformato il mio racconto in un bellissmo libro illustrato dalla grafica accattivante!